editoriale
Il punto sulle riforme istituzionali
di Silvio Troilo
Il 18 settembre scorso, la Camera dei deputati ha approvato, in seconda deliberazione, il disegno di legge costituzionale, presentato dal Governo, che prevede la rigida separazione delle carriere dei magistrati ordinari giudicanti e di quelli requirenti.
Il testo (A.C. 1917-B) è stato poi trasmesso al Senato perché anche tale ramo del Parlamento si pronunci in seconda lettura.
Poiché l’approvazione della Camera è avvenuta a maggioranza assoluta, e non dei due terzi dei componenti (243 voti a favore, 109 contrari e 6 astenuti su 358 deputati presenti in aula), dopo l’ultima deliberazione del Senato vi sarà la facoltà di richiedere referendum ai sensi dell’art. 138, 2° comma, della Costituzione, che sarà quasi certamente esercitata dagli oppositori della riforma.
Nel contempo, giace in Parlamento l’altro disegno di legge costituzionale presentato dal Governo e volto a modificare incisivamente la forma di governo, introducendo il c.d. premierato elettivo.
