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L’approdo legislativo in materia di antisemitismo

di Redazione

L’approdo legislativo in materia di antisemitismo: note sparse sulle ricadute processual-penalistiche tra nuove proposte e occasioni mancate

di Diletta Perugia

Sintesi

L’articolo analizza le recenti prospettive legislative in materia di contrasto all’antisemitismo, con particolare attenzione alle ricadute processual-penalistiche del disegno di legge n. 1004 A.S. L’autrice muove dalla crescente diffusione di episodi antisemiti, soprattutto online, e dalla conseguente difficoltà del sistema penale nel reprimere efficacemente condotte di propaganda, istigazione all’odio razziale, discriminazione e negazionismo. In questo quadro, assume rilievo l’istituzionalizzazione della definizione IHRA di antisemitismo, destinata a orientare magistratura, forze dell’ordine, difensori e operatori del diritto nell’individuazione delle condotte penalmente rilevanti. Il contributo evidenzia tuttavia anche le occasioni mancate del legislatore, in particolare rispetto alla mancata previsione di un criterio certo di competenza territoriale per i reati commessi tramite internet e alla mancata esclusione dei crimini d’odio dall’ambito applicativo della particolare tenuità del fatto. Ulteriori criticità riguardano la competenza funzionale del giudice e il rischio di regressioni processuali o nullità. L’articolo conclude sottolineando la necessità di interventi normativi e organizzativi capaci di garantire maggiore rapidità, certezza ed effettività nella trattazione dei procedimenti per condotte antisemite.

Abstract

The article examines recent legislative developments in the fight against antisemitism, with specific attention to the criminal-procedural implications of Bill No. 1004 A.S. The author starts from the increasing spread of antisemitic incidents, especially online, and from the resulting difficulties faced by the criminal justice system in effectively prosecuting conduct involving propaganda, incitement to racial hatred, discrimination and Holocaust denial. Within this framework, particular importance is attached to the institutional adoption of the IHRA definition of antisemitism, which is expected to guide judges, prosecutors, law enforcement authorities, defence lawyers and legal practitioners in identifying criminally relevant conduct. At the same time, the article highlights several missed opportunities, especially the failure to introduce a clear rule on territorial jurisdiction for offences committed via the internet and the failure to exclude hate crimes from the scope of the ground of non-punishability for particularly minor offences. Further concerns relate to functional jurisdiction and to the risk of procedural delays, nullities or regressions. The article ultimately stresses the need for legislative and organizational measures capable of ensuring greater speed, certainty and effectiveness in criminal proceedings concerning antisemitic conduct.

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